La prima settimana in USA

Visit ClevelandCi vuole poco a sentirsi come Borat senza neanche accorgersene. Dal “Cappuccino” al pagamento è tutta una presa per il culo. Ovviamente sorrido, faccio finta di niente e vado via. Nice.

Tutto è iniziato in aeroporto, pronti via 24h senza dormire (miracolo del fuso orario), dopo Malpensa-New York l’aereo da JFK era in ritardo e lei che ti chiede perché è in ritardo. Io: “È scritto sullo schermo”. Lei: “No, ho capito che è in ritardo, ma PERCHÉ lo sai?”. Io: “È scritto sullo schermo!”. Sguardi attoniti intorno a me, risate collettive. Mi alzo e me ne vado per non sprofondare nella vergogna. (Ovviamente solo dopo ho capito cosa mi stesse chiedendo veramente).

Ma il bello doveva ancora cominciare.

AT&T, la Tim americana, glie possino.

Mi spediscono una SIM che però non arriva perché nell’indirizzo che ho dato non c’è il mio nome (suppongo io sia questa la ragione), ho sbagliato io. Chiedo come rimediare, ma nella chat online (una manna per chi ha la pronuncia uguale a quella del Borat di Polignano a Mare) il team dell’assistenza appena ha capito che è un casino, ma soprattutto dopo aver capito che mi riferivo a una prepagata (GoPhone) è scomparso dalla chat online come manco Fantozzi ai tempi d’oro. Easy no?

Una scena del traile del film "Borat"

Una scena dal trailer del film “Borat”

Al bar.

Si fa per dire “bar”. Non che io cerchi di replicare usi e costumi italiani altrove, ma un paio di esperimenti in una settimana ci stavano. Per ora ho capito che la pronuncia di “coffee” e “cappuccino” sono qualcosa di molto lontano da imparare. Almeno per me. La dinamica poi è buffa: nella maggior parte dei casi entri prendi e porti via, senza salutare. Nice.

Al supermercato.

Perdersi è un attimo, il più piccolo fa provincia e naturalmente ci sono quelli più buoni e quelli peggio. Mi hanno sorpreso i prezzi: nei discount trovi l’indicazione di quanto costa qualcosa A COPPIA. Vuoi un pacco di patatine, proibito! O ne prendi due o non sei nessuno. I costi sono molto contenuti, ma i discount sono gli unici che NON prendono la carta di credito. Solo cash o la loro carta prepagata (hanno però ATM vicino alle casse in caso volessi prelevare).

Nice.

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Una risposta a “La prima settimana in USA

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