Il potere delle immagini e le storie che ci stanno dietro

1° febbraio 1968, Saigon: il generale Nguyễn Ngọc Loan spara al prigioniero Vietcong, Nguyễn Văn Lém. Eddie Adams era lì

Aver letto questo articolo mi ha fatto venire in mente un parallelo con un problema legato al giornalismo (mio primo vero amore professionale :)): quanto si può influenzare il pubblico con una immagine? E quanto le foto (più o meno volontariamente) false incidono nell’interpretazione del mondo che rappresentano?

Tutte riflessioni che in parte ho affrontato durante l’Università, a lezione di Storia del giornalismo, ma che mi hanno sempre interessato e affascinato soprattutto quando mi sono trovato di fronte a foto che da sole (o in gran parte) hanno smosso persone, mobilitato le masse e cambiato il corso della storia.

La foto di Eddie Adams è vera. Il prigioniero ha fatto la fine che tutti si immaginano e il fotoreporter non ha mosso un dito. Poteva? No. Anche se sì, avrebbe cambiato qualcosa? No, magari fermava il generale, ma non tutti gli altri. Nell’immagine si può intuire che il reporter era comunque circondato da militari.

L’atto più forte lo ha fatto proprio rimanendo lì dove era e documentando la realtà. La scelta è stata giusta: la foto fece il giro del mondo ed è riconosciuta come uno degli elementi che cambiarono l’opinione degli americani a proposito della guerra in Vietnam.

Senza quella foto, come senza molte altre documentazioni, non era possibile avere informazioni a proposito di quella parte del mondo così lontana, ma così vicina agli Usa.

L’importanza, la forza e  l’impatto delle immagini non è solo storia “dagherrante” (passatemi il temine, ci stava bene 😉 ).  Un esempio ne è  Lucas Cranach, il vignettista di Martin Lutero che lo aiutò nell’irridere la chiesa cattolica con vignette degne del miglior autore satirico contemporaneo: purtroppo mi ricordo solo di un Papa portato sul trono dai maiali, tra la folla (scusate ma non trovo fonti on line dedicate alle sue vignette satiriche, spero di recuperare in altro modo più avanti!).

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Il problema poi delle immagini false è l’altra faccia. Vi ricordate il cormorano ricoperto di petrolio simbolo del disastro ecologico durante la guerra del golfo? Era stata spacciata per fresca (1991), quando in realtà era del 1983.

L’effetto però c’è stato, nonostante fosse un falso l’immagine aveva comunque fatto il giro del mondo diventando un simbolo.

Così per il bacio in mezzo alla sommossa: vero, falso? Intanto botte da orbi per una partita di Hockey.

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